L'Archivio storico racconta - I Pavesi nei campi di concentramento e di prigionia - Giornata della Memoria 2022

L'Archivio storico racconta - I Pavesi nei campi di concentramento e di prigionia - Giornata della Memoria 2022

Tra le migliaia di faldoni che costruiscono i labirinti del tempo del nostro Archivio storico, ce ne sono alcuni che da sempre sono stati classificati come "Speciali". Pratiche contenenti carte relative ad affari al di fuori dell'ordinaria amministrazione, nel caso specifico, legate ad eventi bellici. Queste cartelle vanno a costituire quella che gli addetti ai lavori definiscono una serie archivistica: Campagna di Guerra 1940-1945, suddivisa a sua volta in sottoserie, Prigionieri, Dispersi, Internati, Feriti, Morti in guerra

Al termine del conflitto, nasce l'esigenza di  conoscere il destino di molti cittadini ed ecco che la macchina burocratica si mette in moto, il Comune, come sempre, diventa tramite  tra le famiglie e le istituzioni centrali. Gli uffici preposti inviano lettere, telegrammi, per avere delle risposte da comunicare ai famigliari. Gli impiegati del Comune organizzano dei fascicoli personali, precisamente 246, suddivisi in due faldoni intitolati Internati, rigorosamente organizzati in ordine alfabetico che riportano, sistematicamente gli stessi dati: Campagna di guerra 1940-1945, Internati di guerra, Internati politici, cognome e nome, professione, stato civile, residenza, numero di matricola e nome del  campo di concentramento o di prigionia, epilogo. Poche righe, scritte su un documento amministrativo che ci permettono di sapere che Lorenzo, che faceva il commerciante, viene internato per motivi politici in un sottocampo di Bukenwald e torna a casa nel giugno del 1946; Ferruccio, impiegato, invece torna dalla moglie Nice un mese dopo, arriva da Dachau. È il Ministero dell'Assistenza post bellica che comunica che "dalla cartoteca" (l'archivio) di Buchenwald risulta che Lino era internato lì, era entrato il 31 dicembre 1944, pesava 60 kg ed era alto 1, 65 cm, aveva 16 anni, era un internato politico, prima della guerra faceva il meccanico-tornitore e lo aspettavano a casa i genitori Giovanni e Maria Lina. Era stato arrestato il 10 ottobre 1944, inviato nel campo di punizione delle S.S. a Dachar e trasferito in seguito a Buchenwald. Non compila il questionario che il Comitato di Liberazione distribuisce ai sopravvissuti. Lino non era più nel campo di concentramento al momento della liberazione, ma il rimpatrio degli internati è già ultimato e Lino non compare nell'elenco. All'interno del fascicolo di Bruno ed  Elia, ci sono due lettere, scrivono alla famiglia, rassicurano sul loro stato di salute, chiedono notizie di tutti e si augurano di ricongiungersi presto. Carlo Abramo, sergente di Marina, di professione legatore di libri, fa parte dell'equipaggio  della motonave Calitea e dal giorno 8 settembre 1943, è internato insieme a tutti i suoi compagni, in zona Kobe. Sono in corso le trattative per la liberazione di parte dell'equipaggio, è il 1944.

Nella Gallery sottostante le immagini dei documenti di Lorenzo, Ferruccio, Lino, Bruno, Elia, Carlo Abramo.

L'immagine della copertina è tratta dal sito di ANED - Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti.


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