L'Archivio storico racconta - Napoleone a Pavia: "...fu vera gloria? ai posteri l'ardua sentenza..."

L'Archivio storico racconta - Napoleone a Pavia: "...fu vera gloria? ai posteri l'ardua sentenza..."

La vicenda politica e umana di Napoleone Bonaparte inizia nel 1769 ad Ajaccio e termina a Sant’Elena il 5 maggio 1821, data nella quale questo personaggio unico entra a far parte della Grande Storia e del mito, diventando Napoleone.

Il destino di Napoleone e quello di Pavia si incrociano per la prima volta il 25 maggio del 1796, data infausta per i Pavesi, quando il generale Bonaparte arriva in città, e si insedia presso il collegio Caccia, in viale Giacomo Matteotti. I cronisti lo descrivono “visibilmente infuriato”, parla con i rappresentanti della Municipalità e in serata lascia Pavia per ritornare a Certosa lasciando alle sue truppe la libertà di saccheggiare la città per 24 ore. Così descrive la notte tra il 25 e il 26 maggio 1796, Carlo Gentile: “…sembrava l’inferno aperto, si desiderava il momento della luce del giorno da una parte di udivano dall’altra pianti, gridi, si sentiva’a rompere a colpi di scure e martello gli Armarj, i Burrò (…) chi schioppettava nelle finestre e negli usci per paventarne di più, chi s’inciampava ne’ morti che si ritrovavano per istrada, chi ricercava di dormire, chi da mangiare e da bere, per il che la maggior parte de’ Francesi erano ubbriachi. Vicino alla mia casa si ritrovava un mercante di vino con le chiavi della cantina ancora in mano, questo fu ucciso e poi lo spogliarono e gli misero in dosso un paramento da morto”.

Napoleone tornerà in seguito a Pavia nel 1805 e nel 1807, da Imperatore, ma questa è un’altra storia che, ancora una volta, possiamo ben testimoniarvi. L’Archivio storico conserva infatti un ricco complesso di fonti e di testimonianze relative all’età francese: le carte prodotte dalla Municipalità;  le fonti memorialistiche, i diari di Luigi Fenini, Carlo Gentile e del marchese Gaspare Giuseppe Belcredi; gli archivi nobiliari, in particolare gli Archivi Meriggi e Malaspina; il Fondo del Risorgimento; le Carte di Renato Soriga e la sezione Manoscritti. L’inventario di Giovanni Zaffignani descrive nel dettagli i numerosi faldoni; il libro di Gianfranco De Paoli, ricostruisce invece il contesto storico pavese dell’epoca, basandosi proprio sulla documentazione conservata principalmente - ma non solo - dall’Archivio civico.

Vi presentiamo due autografi di Napoleone, alcune pagine dei diari e alcune lettere e circolari, ricordando che la documentazione è accessibile a tutti presso la Sala studio dell’Archivio storico. Vi diamo già appuntamento per il 5 maggio 2021, quando si celebreranno i 200 anni dalla morte di Napoleone.

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