Mino Milani e l'Archivio Storico

Mino Milani e l'Archivio Storico

"Nel lontano (remoto anzi) 1957, quando felicemente lavoravo alla Biblioteca Bonetta, venne un giorno da me Augusto Vivanti, che da tempo conoscevo e stimavo, e mi chiese che cosa pensassi di una mostra fotografica dedicata alla Pavia di tutti i giorni. Non alla Pavia storica o archeologica o artistica: non cioè a quella del Castello, del San Michele e del romanico: né a quella della Minerva, del Regisole o del Ponte coperto. Quello che Vivanti voleva mostrare era la città che ogni giorno vediamo, ma che non ogni giorno guardiamo (...)".

 

Così scriveva nel 2010 Mino Milani[1], ricordando con affetto gli anni da Bibliotecario nella nostra Biblioteca civica. Un periodo in cui, sino all'anno 1963, ha potuto occuparsi e innamorarsi dell'Archivio storico civico e dove ha realizzato importanti lavori di riordino e inventariazione. Nel 1955 diede alle stampe il catalogo degli incunaboli, nel 1959 quello dei libri impressi nella prima metà del Cinquecento, nel 1963 l'inventario delle carte di Gaetano Sacchi, riordinò inoltre l'Archivio Cairoli e l'Archivio del Risorgimento.

 

[1]In ricordo di Augusto Vivanti, Mino Milani, in Gli scrittori pavesi ricordano Augusto Vivanti, Pavia col Lanternino IV,  Iuculano, Pavia 2010.

 

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